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Roma, 12 mar. (askanews) – La quasi totalità (97%) delle persone che convive con una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (IBD) vorrebbe ricevere un supporto psicologico al momento della diagnosi, e il 60% anche durante il ricovero e dopo le dimissioni: ma 2 pazienti su 3 non hanno mai ottenuto alcun tipo di sostegno emotivo. È il dato principale che emerge dall’indagine nazionale “SUNRISE”, presentata all’evento a Roma realizzato nell’ambito della campagna “Colite Ulcerosa, IO ESCO”, promossa da Alfasigma in collaborazione con AMICI Italia e con il patrocinio di IG-IBD.
“Stiamo parlando di malattie impattanti non soltanto dal punto di vista sociale ma anche dal punto di vista emotivo – ha sottolineato Salvo Leone, Presidente IFCCA e Direttore Generale AMICI Italia – perché sono caratterizzate da una visibilità non visibile, da sintomi difficili da raccontare, stigma nell’ambito lavorativo perché se il 50 % dell’assenza al lavoro sono dovute a visita e il collega non sa che io sono un paziente, chiaramente questo genera critiche. Io sono convinto che lo stigma sia frutto del ‘non detto’, motivo per il quale campagne come questa sono molto importanti perché puntano a spiegare a chi, per sua fortuna questa patologia non ce l’ha, qual è il disagio di averla”.






