Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
In Iraq si consuma nell’ombra uno scontro acceso tra americani e miliziani vicino a Teheran
All’interno del conflitto regionale cominciato il 28 febbraio in Medio Oriente c’è un fronte ombra, quello iracheno, che fa meno notizia delle rappresaglie iraniane contro obiettivi negli Emirati Arabi o in Qatar e delle petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz. Ciò che succede nel Paese liberato nel 2003 dalla dittatura di Saddam Hussein e avviato dopo anni di guerra civile ad un lento e difficile cammino verso la democrazia, è da inquadrare in uno scontro non meno decisivo di quello che si sta svolgendo lungo le coste del Golfo Persico: quello, cioè tra la potenza sciita iraniana che, nonostante la decapitazione dei suoi vertici come un’Idra sta dimostrando una resistenza superiore alle previsioni degli strateghi del Pentagono, e le forze Usa intenzionate a negare l’influenza della Repubblica Islamica su Baghdad e dintorni.
L’ultima fiammata di violenze nel Paese mediorientale ci riguarda direttamente. La scorsa notte, infatti, Teheran o movimenti ad esso riconducibili hanno attaccato la base italiana ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, per fortuna senza provocare vittime. L’avamposto in questione è collocato accanto ad una strategica base americana. Una circostanza che rende difficile stabilire se l’obiettivo del raid fossero i nostri militari o quelli statunitensi.






