L’associazione islamica romana si è fatta portavoce degli islamici sciiti: “Ferita di dolore e sgomento in ogni autentico musulmano”

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Proseguono gli omaggi ad Ali Khamenei anche nel nostro Paese, forse più che in Iran. L’associazione islamica Imam Mahdi di Roma in questi giorni sembra essere piuttosto attiva su questo fronte. Dopo la veglia di preghiera, sui profili social è apparso un comunicato congiunto scritto a nome delle comunità islamiche sciite in Italia “sul martirio dell’imam Khamenei e sulla nuova guida della Rivoluzione”.La nota si apre con un’invocazione “nel nome di Dio Clemente e Misericordioso” e con un passaggio del Corano (3:169): “Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore”. Nel comunicato quindi, viene citato il “vile e criminale assassinio, per mano di Stati Uniti e Israele, dell’eminente autorità religiosa e Guida della Rivoluzione Islamica, il Grande Ayatullah Seyyed Alì Khamenei”, che ha inferto “una profonda ferita di dolore e sgomento non solo nel popolo iraniano e in ogni autentico musulmano”. Ma l’ha inferta, aggiungono, anche “in tutti quegli uomini nobili e liberi che seppero scorgere in lui un faro di rettitudine spirituale, politica e morale”.Sostengono di non essere interessati a “denunciare le innumerevoli violazioni del diritto internazionale o dei cosiddetti diritti umani, né stigmatizzare per l'ennesima volta le sanguinarie politiche di morte e rapina che, sin dalla loro origine, hanno contraddistinto gli Stati Uniti e il regime sionista”. Ma sostengono che “per il Grande Ayatollah Khamenei, così come per tutte quelle anime che, sino all'ultimo respiro, han tenuto fede al loro patto con Dio, il martirio altro non è che santo coronamento e sublime ricompensa di una vita che –alla celeste ombra del Sacro Corano e dell’Islam – è stata totalmente consacrata all’Altissimo e al servizio del popolo iraniano, della Ummah Islamica e di tutti gli oppressi dell'intero mondo”.