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Il premier va in Aula e ribadisca la disponibilità del governo a una collaborazione, ma Schlein va in tv e si lamenta: "Ha il mio numero"

Le comunicazioni alle Camere di Giorgia Meloni nella giornata di ieri hanno avuto un contraccolpo potente nelle opposizioni, smascherate e messe al muro dalla logica del premier che ha messo in fila le contraddizioni della sinistra nella sua continua propaganda elettorale. Elly Schlein, a seguito delle dichiarazioni del premier, ha invitato Meloni a posare “la clava” perché “chi ci guarda non merita di guardare la lotta nel fango. Il suo appello all'unità è durato due ore, poi è tornata in lei”. Parole, queste, alle quali il premier ha replicato con una lunga nota.

“​​Mi corre l'obbligo, per ristabilire quanto accaduto, di rispondere alle dichiarazioni della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, relativamente all'appello all'unità che ho rivolto ieri, in Aula, alle opposizioni. Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico, a fronte del quale l'opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino insulti personali”, ha sottolineato il presidente del Consiglio in una nota, ricordando di essere stata chiamata perfino “serva”, “ridicola”, “imbarazzante” e “pericolo per l’umanità”, oltre che “persona che striscia per non inciampare”. Questi toni, ha aggiunto Meloni, “sono stati i toni utilizzati da esponenti dell'opposizione, che mi sembrano ben lontani da un clima di confronto costruttivo. Altri, invece, sempre nell'opposizione, hanno cominciato ad accampare condizioni surreali per sedersi al tavolo, chiarendo come non vi fosse alcuna disponibilità ad avviare questo confronto”. Quindi, ha concluso il premier, “se non vi è disponibilità” da parte delle opposizioni “a un coordinamento sulla crisi lo rispetto” ma “non se ne dia la responsabilità a me. A dimostrazione di quello che dico, confermo che il mio invito resta valido”.