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Lei: sei obnubilato, mi dai della prostituta. Lui: un giudizio politico. Fdi: ecco il patriarcato della sinistra. Schlein tace

E pensare che sono passati poco più di due anni e mezzo da quando Giorgia Meloni è intervenuta al diciannovesimo congresso della Cgil. Un evento, perché per la prima volta il Palacongressi di Rimini metteva insieme il popolo della sinistra-sinistra con la premier del governo più a destra della storia repubblicana. Il rosso e il nero. Una congiunzione astrale fortemente voluta proprio da Maurizio Landini, che nell'occasione fu contestato dalla minoranza interna e si fece personalmente garante con Palazzo Chigi che l'accoglienza dei mille delegati in platea sarebbe stata "educata e rispettosa dell'ospite e del suo ruolo". Così andò. E dopo circa trenta minuti di intervento Meloni lasciò Rimini nell'inevitabile gelo della sala, ma senza né fischi né contestazioni.

Passati meno di mille giorni, lo scenario si è completamente ribaltato. Con la Cgil che si è mobilitata più volte contro il governo, anche in occasione delle proteste pro-Pal, tanto che la premier ha parlato di "sciopero generale pretestuoso" visto che "convocarlo sulla politica estera è un unicum nella storia del sindacato".