Una decina di istruttorie aperte. E una vicenda per la quale è stato depositato un atto di citazione, con l’udienza che è stata fissata nella prima metà di aprile. È il faro acceso dalla Corte dei Conti della Lombardia sull’urbanistica milanese, da tre anni al centro delle inchieste della procura di Milano.

Il caso su cui sono stati fatti più progressi dovrebbe essere quello relativo alla vicenda delle Park Towers, i due grattacieli previsti a Crescenzago, nel Parco Lambro, per il cui caso davanti ai magistrati contabili sono a giudizio tre funzionari comunali, a cui viene contestato un danno erariale di oltre 300 mila euro. “Per quanto riguarda tutte le vicende in ambito urbanistico, i procedimenti penali attivati nell'ambito della materia dell'urbanistica a Milano hanno comportato e comportano una parallela apertura dell'istruttoria dinanzi alla Corte dei Conti – spiega Paolo Evangelista, procuratore regionale della Corte dei conti, sezione Lombardia -. La difficoltà e la delicatezza del compito che spetta a noi della Corte dei Conti è innanzitutto quantificare e determinare il danno erariale”.

Tra i vari temi di cui i magistrati contabili si stanno occupando, allora, ecco che quello più di attualità è allora l’urbanistica milanese, travolta dalle inchieste sulla cosiddetta ‘rigenerazione urbana’ in base alla quale molti costruttori, presentando le Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) e non piani attuativi, hanno avviato la realizzazione di palazzi nuovi e grattacieli al posto di capannoni o vecchi edifici. Un meccanismo che avrebbe comportato l’entrata, nelle casse di Palazzo Marino, di un gettito di denaro molto più basso, in termini di oneri di urbanizzazione: di qui, le istruttorie della Corte dei conti. “Bisogna vedere se effettivamente in quella vicenda vi è stata una corretta quantificazione o una corretta previsione degli oneri di urbanizzazione – dice così Evangelista a proposito dell’udienza prevista nelle prossime settimane -. Nel caso che noi abbiamo portato, di cui abbiamo esercitato l'azione risarcitoria, abbiamo riscontrato che poiché era stata seguita la procedura della ristrutturazione e non del permesso di costruire, l'impresa costruttrice ha corrisposto al Comune un importo inferiore rispetto a quello dovuto se fosse stata seguita la procedura corretta del nuovo permesso di costruire”.