Francesca, nome di fantasia, arrivava sempre in ritardo. Al lavoro, agli appuntamenti di lavoro o amorosi, in palestra. Sempre.

Eppure era più che convinta di impegnarsi molto per non esserlo. Sostiene, quando è obbligata a scusarsi, che il suo ritardo non dipende da lei perché il suo rapporto con il tempo è sempre stato complicato e ingarbugliato.

Più tentava di velocizzare il tutto, più rallentava: si confondeva, smarriva le chiavi di casa, dell’auto, si scollava dalla realtà con le notifiche del cellulare.

Ogni volta che doveva recarsi da un posto a un altro era perennemente in affanno. Non calcolava bene i tempi, gli eventuali intoppi che avrebbe potuto incontrare durante il percorso, non si organizzava in maniera armoniosa e funzionale. Era una sua caratteristica, diceva a chi la rimproverava aspramente.

"Mamma, che cosa è l'amore sano?"