L’hype che accompagnava la prima sfida tra Jannik Sinner e Joao Fonseca non era semplice curiosità per un ottavo di finale a Indian Wells. Dal giorno in cui il tabellone ha preso forma era senza dubbio la partita che tutti aspettavano perché si respirava la sensazione che quel match potesse essere l’inizio di qualcosa di più grande: il primo capitolo di una rivalità destinata a durare. E a divertire. Il campo, per una volta, non ha tradito le aspettative. Oltre due ore di tennis ad altissimo livello, due tie-break e la vittoria dell’azzurro, 7-6 7-6, in quella che finora è stata la partita più intensa del torneo e probabilmente anche una delle più significative di questo inizio di stagione. Sinner tornerà in campo stanotte per il quarto di finale con Learner Tien, altro ventenne di belle speranze.

Tornando a Fonseca, la sua ascesa era nell’aria da tempo, da quando aveva iniziato a bruciare le tappe giovanissimo, fino a vincere la sua prima partita a livello ATP quando non aveva ancora compiuto sedici anni. Oggi Fonseca non è più soltanto il talento che verrà, ma uno dei giocatori che possono inserirsi nella rivalità che negli ultimi anni ha definito il vertice del circuito, quella tra Sinner e Alcaraz. Il terzo incomodo che molti aspettavano, forse, è già arrivato.