Amazon debutta sul mercato dei bond in euro. Il gruppo dell’e-commerce ha raccolto 14,5 miliardi con la sua prima emissione obbligazionaria denominata nella valuta unica. Risorse che serviranno a finanziare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Gli investitori, secondo i dati raccolti da Bloomberg, hanno fatto ordini per 27,9 miliardi, dopo un iniziale picco di 35,5 miliardi che ne avrebbe fatto la richiesta maggiore per un bond societario in euro. Alla fine la domanda si è comunque piazzata nella top 5 per questo genere di collocamenti.

Lo scorso anno Alphabet, casa madre di Google, aveva attirato ordini per 29 miliardi. La stessa cifra era stata toccata nel 2024 da Dsv Finance. Il primato spetta però alla multinazionale della birra Ab InBev con 31 miliardi.

Il colosso che fa capo a Jeff Bezos ha aumentato l’ammontare offerto nel corso dell’operazione che offre scadenze da due a 38 anni. Alla vigilia del collocamento il taglio dell’emissione era previsto a 10 miliardi ed è lievitato in corso d’opera.

Il recente debutto di Amazon e la prima di Alphabet lo scorso anno non solo sono parte del crescente indebitamento delle Big Tech per finanziare l’IA. Sono anche due indicazioni del crescente interesse delle imprese statunitensi per il mercato obbligazionario europeo e in euro. Nel 2025, dati aggiornati a settembre, le imprese a stelle e strisce avevano collocato titoli di debito denominati nella valuta unica per 100 miliardi.