CROCETTA - «Qualora ci fosse una piena del Piave, con conseguente esondazione, mi auguro che coloro che a 60 anni dall'alluvione del 1966 ancora vogliono costruire un ulteriore "Tavolo tecnico per rivedere le decisioni prese", ritardando di fatto ogni intervento, siano chiamati a risponderne in tutte le sedi».

È durissimo e al solito molto diretto Giampaolo Bottacin, ex assessore regionale, nel bocciare la proposta avanzata da Sonia Brescacin, consigliere regionale eletta tra le fila della Lega e poi passata nel Gruppo Misto, di avviare un tavolo tecnico per rivedere le modalità e l’opportunità di creare un grande bacino di laminazione nell’area della Grave di Ciano per attenuare, se non azzerare, gli effetti di un’eventuale piena del Piave.

Un progetto per cui Bottacin si è battuto a lungo e che sembrava ormai arrivato in dirittura d’arrivo nonostante la resistenza di alcuni sindaci dell’area. E che adesso viene nuovamente messo in discussione. Mercoledì a Venezia, alla presenza del sindaco di Crocetta Marianella Tormena, Brescacin ha sottolineato di aver avanzato questa richiesta prendendo spunto da un documento tecnico frutto del lavoro di quattro professori universitari veneti.

«Credo sia il momento giusto per fare sintesi istituendo un tavolo tecnico che possa contribuire al meglio a definire la progettazione delle opere per la messa in sicurezza del Piave - ha detto - chiedo alla giunta Regionale che, attraverso specifica intesa, siano coinvolti il comune di Crocetta, il Commissario Straordinario incaricato, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica e le Università con sede in Veneto».