Il coltello pieghevole per molti è un irrinunciabile compagno di gita.

Serve a tagliare formaggio e speck durante la sosta, ma anche per recidere i funghi che si trovano lungo il sentiero, per non parlare di emergenze e incidenti.

Ora però il Decreto sicurezza prevede, senza eccezioni, il divieto di coltelli pieghevoli con oltre cinque centimetri di lama con un meccanismo di blocco della lama stessa e con una punta acuta. Si tratta di un tipo molto diffuso tra escursionisti e fungaioli, come per esempio i modelli più grandi dei famosissimi coltellini svizzeri.

Il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, si dice "letteralmente sconcertato" dall'iniziativa legislativa.

"Ancora una volta - commenta - si decidono delle cose, senza saperle e senza ascoltare gli esperti", commenta. Secondo Zanella, "è un'assurdità perché questi coltelli sono utilissimi per chi si muove nella natura e possono salvare vite". Il presidente del Cai Alto Adige fa presente che con questo tipo di coltello si può tagliare in caso di bisogno un laccio, intervenire sulla ferita dopo un morso di una vipera oppure liberare un capriolo rimasto ingarbugliato in un filo di recinzione elettrica dei pascoli. Sono indispensabili per tagliare i funghi alla loro base per non danneggiare il micelio sotterraneo, che garantisce poi la ricrescita. "Di certo non me lo porto dietro in montagna per fare l'assassino", ironizza.