"Siamo alla follia. È una cosa davvero assurda. Anche perché non è mai morto né si è mai ferito nessuno con i coltellini da funghi. Va bene che c'è il problema dei maranza... ma allora dovrebbero vietare anche i coltelli da cucina..."
Non usa mezzi termini e va dritto sulla "lama" della questione Alessandro Gilmozzi, chef del ristorante stellato "El Molin" a Cavalese, nel cuore della Val di Fiemme. Interpellato da Il Gusto in merito al divieto di usare coltelli pieghevoli con oltre cinque centimetri di lama previsto dal Decreto sicurezza, ripete di "non comprendere per nulla questa legge".
Alessandro Gilmozzi, lo chef stellato che sognava di diventare falegname
Lui è un pioniere del foraging in Italia, da sempre nella sua cucina di genio e sperimentazione trasforma erbe spontanee, licheni, gemme e cortecce dell'arco alpino in piatti che esprimono l'anima, e la sostenibilità, della montagne. Per questo è toccato da vicino da questo divieto che riguarda quanti utilizzano normalmente i coltellini incriminati. Ovvero escursionisti, fungaioli e per l'appunto chi raccoglie i tesori della natura in modo responsabile, rispettandone i ritmi e senza danneggiare l'ecosistema.
"Io ho imparato ad andare a funghi e a raccogliere erbe fin da bambino – spiega – Anche allora usavamo coltellini a serramanico con la punta rivolta verso il basso, una punta che non supera i due centimetri e mezzo, delle piccole falcette, minuscole". Va ricordato che questi coltelli tagliano i funghi alla base e permettono di non danneggiare il micelio sotterraneo che garantisce poi la loro ricrescita.






