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Alla Camera nasce un intergruppo per la riforma, con Pd, Iv, +Europa e centristi
Se, da un lato, Giuseppe Conte ed Elly Schlein continuano a competere per la guida del campo largo nel segno del No al referendum, alla Camera nasce un intergruppo per il Sì. Un fronte "trasversale", in cui trovano spazio pezzi importanti del centrosinistra italiano. Da +Europa a Italia Viva, senza dimenticare ampi settori del Pd. Con loro il Centro, rappresentato da Azione e dal Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin. Da destra a sinistra, una "spinta riformista" per la riforma, ma anche un messaggio a Schlein, che sta scommettendo nella battaglia muscolare contro la separazione delle carriere per mettere in difficoltà il governo e blindarsi alla guida del Pd. È, però, sempre emblematica l'immagine del tavolo della conferenza stampa andata in scena ieri a Montecitorio. Ci sono il renziano Roberto Giachetti e il calendiano Ettore Rosato. A seguire Federico Mollicone, di Fratelli d'Italia. E poi Marattin e la deputata di Azione Valentina Grippo. Quindi Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex deputato del Pd, in prima linea per spiegare le ragioni del Sì viste dal fronte progressista. E Benedetto Della Vedova, +Europa, ex radicale, puro pedigree garantista. Malumori tra i militanti di +Europa per l'assenza di Riccardo Magi visto che "l'assemblea del partito - come spiegano - ha votato per l'adesione al Sì". Nel Pd pesa soprattutto l'adesione all'intergruppo da parte della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che da mesi non le manda a dire a Schlein, anche sul tema della giustizia. Ed è da annotare la presenza dell'ex parlamentare dem Stefano Esposito.






