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11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:16

L’1-6 incassato dall’Atalanta a Bergamo contro il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi è la quarta batosta oversize rimediata dalle squadre italiane in Champions negli ultimi dieci mesi. Nell’ordine: Psg-Inter 5-0 nella finale del 31 maggio della scorsa edizione, Psv-Napoli 6-2 il 21 ottobre 2025 nella fase eliminatoria, Galatasaray-Juventus 5-2 nel primo round dei playoff il 17 febbraio 2026. Totale 22-5. Una valanga che ha travolto i migliori club del nostro calcio, con l’eccezione di Milan (assente dalle coppe) e Roma (impegnata in Europa League). Tradotto: ai quarti di Champions, tranne nel caso remoto di un suicidio assistito del Bayern, non avremo nessuna squadra a rappresentare l’Italia. Giusto così, questi siamo e questo ci meritiamo.

Al netto dalle scelte discutibili di Palladino contro il Bayern (il modulo 4-4-2, difeso a fine match dall’allenatore per la situazione di emergenza causata dalle assenze pesanti di Ederson, Scalvini, De Ketelaere e Raspadori), Fabio Capello, come sempre lucidissimo nelle sue valutazioni, a Champions League Show ha sottolineato l’origine del crollo: “Siamo di fronte a un disastro culturale sportivo che deve farci riflettere. Il problema nasce nei settori giovanili e sale di livello, fino ad arrivare all’apice del sistema. Troppa tattica e poca tecnica. Troppo gioco all’indietro e poca corsa. Oggi il mondo va verso il calcio verticale e noi insistiamo con i passaggi in orizzontale. Gli altri corrono e noi camminiamo. Ribadisco che la madre di tutti i nostri guai è la cosiddetta scuola. Spiegatemi una cosa: come mai nelle altre discipline stiamo raccogliendo medaglie a tutti i livelli e nel calcio, invece, siamo rotolati indietro?”.