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Ultimo aggiornamento: 13:49

Belli gli applausi. Ma la gloria nelle coppe non basta, purtroppo. Prendiamo l’Atalanta: in settimana era stata protagonista di una rimonta storica contro il Borussia Dortmund, che rimarrà negli annali. Di gran lunga la miglior prestazione italiana in Europa quest’anno. Ma cosa le è rimasto di questo capolavoro. Tanti complimenti, sicuramente. Anche un po’ di soldini: nel ricco formato della nuova Champions, il passaggio del turno frutta un bonus di 11 milioni, a cui aggiungere un altro milioncino per l’incasso della prossima gara casalinga. Però a che prezzo: sono molti di più i soldi a cui la Dea rischia ora di dover rinunciare. Il contraccolpo infatti è stato immediato: la squadra ha pagato le fatiche fisiche e forse ancor più mentali in campionato, perdendo addirittura in superiorità numerica contro il Sassuolo. Una sconfitta sanguinosa, che interrompe la striscia di nove risultati utili, in una giornata favorevole visto il pareggio tra Roma e Juventus. L’Atalanta avrebbe potuto ulteriormente accorciare le distanze dal preziosissimo quarto posto e invece scivola a meno sei, in maniera quasi definitiva.

L’impresa col Borussia è stata epica, però in Europa la corsa probabilmente si fermerà agli ottavi (quel lato di tabellone pare proibitivo), mentre costerà caro in campionato. Nel momento cruciale, la squadra di Palladino si ritroverà con due gare in più da giocare contro il Bayern Monaco (a cui va aggiunta pure la semifinale di Coppa Italia), che bruceranno inevitabilmente energie preziose per una rimonta in classifica già di per sé complicata vista la partenza ad handicap con Juric. Discorso simile, ma solo con risultato diverso e non a caso, per la Juventus. Anche i bianconeri, sfibrati dallo sforzo titanico in settimana col Galatasaray, sono stati in balia della Roma per quasi 75 minuti. Sono riusciti a salvarsi al 90’, innanzitutto per demeriti altrui (la banda di Gasperini ha letteralmente buttato una vittoria decisiva), e forse anche perché l’eliminazione in Champions, a differenza dell’Atalanta, aveva lasciato rabbia e non appagamento, quantomeno le forze mentali per reagire alla difficoltà.