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Reati odiosi e sfilze di precedenti penali ma i magistrati tengono qui i clandestini

Reati odiosi, stupri di gruppo e violenze, sfilze di precedenti che non sono bastati a rimandare in patria quanti si sono macchiati di questi delitti una volta arrivati nel nostro Paese. Tanto che le mancate convalide dei trattenimenti nei centri per i rimpatri allestiti in Albania dal nostro governo, a guardarli tutti insieme, fanno pensare a un fenomeno sistemico. O forse a due.

Uno è quello dei giudici che con regolarità hanno negato i trattenimenti per i migranti pregiudicati in attesa di espulsione. L'altro è quello dell'odiosità dei reati di cui i migranti si sono macchiati. Perché quello del marocchino classe 87 Fatallah O., che oltre al "canonico" precedente per ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale (e a condanne per spaccio), si è macchiato di stupro di gruppo e violenza sessuale, non è certo un caso isolato.