Come annunciato nelle ultime settimane, in occasione del «reset» strategico (spesato in circa 25 miliardi di euro di oneri straordinari), Stellantis perfeziona un’offerta di obbligazioni ibride perpetue subordinate. Un intervento sul patrimonio che, nella visione dei vertici, è finalizzato principalmente a sostenere la liquidità del gruppo in questa delicata fase di rilancio: insieme ai risultati preliminari del secondo semestre, e quindi con quelli definitivi dell’intero anno (chiusi con una perdita di 22,3 miliardi di euro) Stellantis aveva fatto sapere che, in considerazione della perdita netta del 2025, non sarebbero stati distribuiti dividendi nel 2026 e che il Cda aveva autorizzato appunto l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi.
L’emissione sarà strutturata nelle seguenti tranche: 2,2 miliardi di euro di titoli di capitale a tasso fisso, non redimibili per i primi 5,25 anni, scadenza perpetua e una cedola annuale del 6,250% fino alla prima data di reset del 16 giugno 2031; 1,8 miliardi di euro di titoli di capitale a tasso fisso, non redimibili per i primi 8 anni, scadenza perpetua e una cedola annuale del 6,875% fino alla prima data di reset del 16 marzo 2034; 865 milioni di sterline di titoli di vapitale a tasso fisso, non redimibili per i primi 6,5 anni, scadenza perpetua e una cedola annuale dell’8,250% fino alla prima data di reset del 16 settembre 2032. Il regolamento dell’offerta è previsto per il 16 marzo. L’offerta adempie ed esaurisce l’autorizzazione concessa dal consiglio di amministrazione della società ad emettere obbligazioni ibride perpetue subordinate fino a 5 miliardi di euro. «Questa emissione - spiega la nota del gruppo automobilistico italo-francese - rafforzerà ulteriormente la struttura patrimoniale e la posizione di liquidità di Stellantis».






