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Ultimo aggiornamento: 8:01

Sono ritornati in Italia dopo due anni per parlare dello stato della libertà di informazione nel Paese e, di nuovo, il governo ha preferito non incontrarli. Il consorzio Media Freedom Rapid Response, gruppo di organizzazioni che monitora la libertà di stampa e le sue violazioni in Europa, è stato a Roma per dare seguito alla missione del 2024 e valutare se ci sono state evoluzioni sul fronte della tutela dei giornalisti. Ma, come due anni fa, l’esecutivo ha declinato gli inviti: l’unico confronto possibile è stato con la segreteria tecnica del sottosegretario Fi Francesco Paolo Sisto, ma non alla presenza del parlamentare. “Rispetto all’ultima volta si è aperto un canale e restiamo a disposizione”, hanno osservato gli organizzatori. Resta però un segnale di scarso interesse generale, mentre tutta l’attenzione è rivolta alla campagna elettorale sul referendum per la separazione delle carriere. Eppure i temi su cui la missione ha chiesto chiarimenti sono cruciali per la libertà di informazione: governance della Rai che viola l’European Media Freedom Act, recepimento della direttiva anti Slapp (le cosiddette “querele temerarie), concentrazione del sistema mediatico e sorveglianza dei giornalisti.