Il punto di partenza è stato chiarito subito: quasi tutti gli studenti, ormai, utilizzano l’intelligenza artificiale. Il «70% di loro lo fa quotidianamente» secondo Paolo Boccardelli, rettore dell’università Luiss Guido Carli. Ecco perché l’ateneo romano ha stretto un accordo con chi l’Ai la crea e la gestisce, cioè Google.
Ambiente tutelato
I suoi algoritmi saranno a disposizione degli studenti e dei docenti, ma all’interno di un ambiente sicuro. La necessità di tutelare i dati dei giovani è stata centrale per raggiungere l’intesa con la big tech americana, annunciata e presentata ieri nel campus di viale Romania, a Roma, durante l’evento “Reimagine the learning experience at Luiss”. La piattaforma interna, rafforzata dagli strumenti di intelligenza artificiale, garantirà la protezione dei dati degli utenti — cosa che non avviene con i chatbot disponibili online, nemmeno quello di Google — e permetterà di creare uno spazio condiviso con i docenti.
Le università, per Boccardelli, «devono dotare i giovani degli strumenti necessari per interpretare la complessità e gestire la rivoluzione tecnologica con efficacia e responsabilità». Anche perché l’Ai è sempre più diffusa nel mondo del lavoro: «Il tema centrale è la governance e la capacità di intercettarne i rischi, valorizzando al massimo le opportunità. Con questa nuova intesa, la Luiss rafforza la direzione metodologica e scientifica del suo impianto didattico, individuando nelle soluzioni di Google il supporto concreto per nuovi modelli di apprendimento».






