I recidivi passati attraverso le porte girevoli del centro di Gjader nonostante il pesante bagaglio penale avevano un asso nella manica: la richiesta di protezione internazionale. L’hanno giocato al momento giusto: poco prima del rimpatrio. Un grimaldello. Valutato dai giudici della Corte d’appello di Roma che li hanno riportati in Italia, dove ora sono liberi di portare a spasso il loro know how giudiziario messo insieme in anni di passaggi tra commissariati, aule di tribunale e uffici di polizia, come motivo per non convalidare il trattenimento e bloccare il rimpatrio. Il risultato è un viaggio circolare: dall’Italia all’Albania e di nuovo indietro.

Adesso che il prezzo del gas oscilla intorno ai 54 dollari a megawattora, cioè oltre il 20 per cento in più di due settimane fa, e il greggio sfiora i 100 dollari al barile, tutti riscoprono l’urgenza dell’autonomia energetica.

«L’Italia dipende troppo, più della media europea e delle principali economie occidentali, dalle fonti fossili importate», spiega il Corriere della Sera. «Consumiamo più energia di quanta ne produciamo e per soddisfare i nostri bisogni ci riforniamo da un parterre diversificato di fornitori. Ma questa dipendenza, unita al carattere manifatturiero ed energivoro dell’economia, può tradursi in un mix pericoloso quando gli equilibri geopolitici traballano», osserva Repubblica. In pratica ora che il Paese rischia il blackout c’è chi scopre l’acqua calda.