«Confermo che abbiamo già dato disposizione di inviare gli ispettori» in Abruzzo. Il Guardasigilli Carlo Nordio è uno che non ci gira attorno: d’altronde qui, cioè sulla “famiglia del bosco”, s’è indugiato fin troppo. Quasi quattro mesi di tiremmolla, peraltro non concluso perché le ultime perizie disposte, quelle personologiche sia sui bimbi che sui genitori, hanno tempo 120 giorni per essere depositate e sono iniziate appena a gennaio, una polemica infinita che non accenna a chetarsi e nel mezzo loro, tre ragazzini di sette e otto anni spaesati, senza più nemmeno la mamma a fianco e con la vita stravolta.
Fa bene Nordio, fa bene il governo (è la premier Giorgia Meloni ad annunciare per prima che ci si sta muovendo in questa direzione) a volerci vedere chiaro. Tanto più che «un accertamento preliminare era già stato avviato a novembre», ricorda il ministro. Già. Per questo all’Aquila, nelle prossime ore, arriveranno gli ispettori del ministero che, ha ragione Nordio, della faccenda se ne sono occupati subito, ossia già a novembre dell’anno scorso quando il tribunale dei minori ha deciso, con un’ordinanza, di sospendere la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e di Nathan Trevallion.












