Il Ministero ha deciso di inviare gli ispettori al tribunale aquilano, che dovranno verificare il funzionamento amministrativo e procedurale dell’ufficio che ha seguito il caso della famiglia nel bosco. Verranno esaminati fascicoli e registri, ascoltato il personale e ricostruiti i passaggi decisionali. L’esito dell’ispezione sarà poi trasmesso al ministro Carlo Nordio. Se dovessero emergere irregolarità o violazioni di legge, non è esclusa l’apertura di procedimenti disciplinari. «Confermo che abbiamo già dato disposizione di inviare gli ispettori. Va ricordato che un accertamento preliminare era già stato avviato a novembre. Direi che ora è arrivato il momento di arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda», ha dichiarato Nordio. Ieri Catherine, parlando al Tg1, ha detto: «Voglio dire grazie all’Italia per il supporto e l’amore. Grazie a tutte le persone. Siete meravigliose».
Nel frattempo si cerca di ricomporre un equilibrio familiare. I tre bambini potrebbero restare nella casa famiglia di Vasto. La responsabile della struttura, i servizi sociali, la tutrice e la curatrice hanno espresso parere favorevole alla permanenza nella struttura, almeno in questa fase. Allo stesso tempo si lavora a un percorso che coinvolga soprattutto il padre dei minori. L’ipotesi, sempre più concreta, è quella di restituire a Nathan la responsabilità genitoriale in un prossimo futuro. Un progetto che troverebbe il consenso di tutte le parti coinvolte. La linea è quella di ricostruire progressivamente il rapporto tra padre e figli. Le visite saranno aumentate proprio per valutare la qualità della relazione e osservare se i bambini manifestino con il padre un atteggiamento diverso rispetto a quello tenuto con la madre. Si attende una nuova ordinanza dal tribunale. A sostenerlo nella gestione dei minori potrebbe esserci anche una rete familiare più ampia. La sorella e la madre di Catherine, sottoposte a colloqui psicologici, potrebbero rappresentare un supporto nel percorso di ricomposizione familiare ed economico. «Stiamo lavorando per il bene dei bambini», ha spiegato la garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, chiarendo che non c’è alcun rischio di adozione e neanche di separazione tra loro.













