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Ultimo aggiornamento: 21:29

Per la prima volta dall’inizio degli attacchi contro l’Ira gli Stati Uniti richiamano Israele provando a porre delle restrizioni alle azioni dell’alleato. Gli Usa, secondo quanto riporta Axios, hanno infatti chiesto al governo guidato da Benjamin Netanyahu e all’esercito di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.

Il messaggio di Washington, scrive Axios citando tre fonti a conoscenza della questione, è stato recapitato a un alto livello politico e al capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir. Una richiesta argomentata con tre motivazioni. L’amministrazione guidata da Donald Trump, innanzitutto, pensa già al dopoguerra: l’obiettivo Usa è quello di cooperare con il settore petrolifero iraniano. In pratica applicare il modello Venezuela dove il petrolio, nell’era del dopo Nicolàs Maduro, è direttamente controllato dagli Stati Uniti.

Il secondo motivo è sia quello di evitare attacchi che possano danneggiare la popolazione iraniana e il timore di un incontrollato aumento dei prezzi del petrolio. Anche perché gli Stati Uniti temono – e questo è il terzo punto – che i raid contro gli impianti petroliferi iraniani possano innescare una potente rappresaglia dei Pasdaran contro le infrastrutture energetiche dei vicini Paesi del Golfo.