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24 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:00
Le compagnie aeree che cancellano i voli verso il Medio Oriente, il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti che vola in Israele e quella che Donald Trump ha definito una “armata” diretta verso l’Iran. Si fanno sempre più forti le speculazioni su un nuovo, possibile attacco Usa contro Teheran dopo la sanguinosa repressione delle proteste interne. Le mosse militari americane e le decisioni prese da alcune compagnie commerciali indicherebbero infatti che l’amministrazione statunitense sia sempre più vicina all’opzione militare per indebolire il regime. Venerdì sera l’ultimo indizio: Lufthansa, Air France, KLM e Swiss hanno cancellato i loro voli di sabato verso destinazioni in Medio Oriente, tra cui Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, secondo le informazioni sui voli pubblicate sui siti web degli aeroporti. United Airways e Air Canada hanno invece azzerato le tratte verso la sola Israele.
E proprio da Tel Aviv – attraverso Channel 12, rete vicina al governo di Benjamin Netanyahu – è arrivata anche la notizia che i vertici della difesa israeliana temono uno scenario di miscalculation – cioè un errore di valutazione – e per questo motivo sono in stato di allerta elevato: in uno degli scenari possibili, l’Iran potrebbe temere che la decisione di Trump di lanciare un attacco sia già stata presa e decidere quindi di colpire Israele preventivamente. Del resto, le manovre dell’esercito statunitense sono imponenti: sta trasferendo verso Medio Oriente una portaerei, 6 navi da guerra, due sottomarini, oltre cento aerei da combattimento, decine di aerei di rifornimento e di intelligence, sistemi di intercettazione di missili balistici. Tutte queste forze disporranno di centinaia di missili da crociera.






