Quasi 50 milioni di depositanti bancari in Italia nel 2025. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto del Fitd (il fondo italiano di garanzia a cui aderiscono le principali banche). Uno degli obiettivi prioritari di questo organismo è quello di rimborsare i depositanti fino a 100mila euro (per depositante ed istituto) per le banche associate poste in liquidazione coatta amministrativa. Dal Fitd sono escluse le Bcc (banche di credito cooperativo) che hanno un proprio fondo di garanzia.
I conti protetti
Aderiscono al Fitd 123 banche, in diminuzione di sei unità in un anno. L’effetto delle incorporazioni e delle fusioni si fa sentire anche in questo ambito. Delle 123 consorziate, 34 appartengono a gruppi bancari significant (28%). Si tratta delle realtà più importanti che sono sotto la vigilanza diretta della Bce. Le consorziate che appartengono a gruppi bancari significant detengono però l’84% dei depositi protetti viste le grandi dimensioni raggiunte.
A fine giugno del 2025, i “fondi oggetto di tutela” del Fitd ammontavano a 1.171,3 miliardi di euro, in leggero aumento (+0,1% rispetto a giugno 2024), ma diminuiscono del 1,10% con riferimento all’ultimo semestre. Si tratta di tutti i fondi (conti correnti, depositi, etc) che teoricamente finiscono sotto l’ombrello dello stesso Fitd. L’organismo però protegge solo i conti fino a 100mila euro per istituto e per depositante e questo produce i cosiddetti depositi protetti, che ammontano a 730,6 miliardi di euro, in aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quindi circa 440 miliardi di euro non sono protetti e in base ai conti superiori ai 100mila euro vuol dire una quota di circa 230mila euro per depositante è fuori dalla copertura.






