Èingegnere, Ugo Revello, e si è occupato di bulldozer, dighe, ponti e strade. Ma lo accompagna la passione per la scrittura, soprattutto quella centrata sui modi di dire piemontesi, a cui ha dedicato già sette volumi. E proprio questo repertorio di “modernariato” linguistico in via di estinzione, è la materia dei tre libri in edicola da oggi con La Stampa: «Speruma bin», «A va bin parei» e «As peul nen».

Come mai tanto interesse per questo argomento?

«Mi accorgevo che le persone con cui parlavo piemontese diminuivano sempre di più. Così ho deciso di mettere su carta i detti: piccole perle di lingua e di mentalità nostrana. Il titolo è in dialetto, ma i capitoli sono in italiano» .

Prendiamo «Suma bin ciapà». Che significa?

«Sembrerebbe “siamo messi bene”, ma in realtà vuol dire l’esatto contrario: “siamo messi male”. È un modo di guardare alle difficoltà con ironia. Si finge ottimismo per dire che la situazione è pessima».