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Ultimo aggiornamento: 15:53

Una foto, una partita leggendaria ed esattamente 60 anni fa, il 10 marzo 1966, nasce il Quinto Beatle. La sera prima, all’Estadio da Luz di Lisbona, il Manchester United ha umiliato 5-1 il Benfica di sua maestà Eusebio. Il re della notte è stato George Best, il fuoriclasse nordirlandese che avrà una carriera breve e morirà nel 2005, devastato dall’alcol. George ha firmato una doppietta, ha servito un assist e ha fatto impazzire la difesa portoghese. Best deve ancora compiere vent’anni, ma è già un’icona, non solo del popolo del calcio, ma anche della cultura giovanile che sta sconvolgendo la Gran Bretagna: la Beat Generation. La vita fuori gli schemi, i capelli lunghi, la passione per la moda, il suo spirito libero: George è figlio dei suoi tempi. E’ il giornale portoghese A Bola ad avere l’illuminazione, subito rilanciata dai tabloid inglesi. Il titolo del servizio dedicato alla partita è “Un Beatle chiamato Best ha distrutto il Benfica”.

Nell’articolo, George viene celebrato con profonda ammirazione: “Il giovane nazionale nordirlandese ha superato ogni aspettativa. Il suo dribbling, lo spettacolare controllo di palla, la facilità e la spontaneità hanno travolto non solo la difesa del Benfica, ma l’intera squadra portoghese. I suoi primi due gol hanno inferto un duro colpo al Benfica, da cui non si è più ripreso”. Un giornalista di Record, altro quotidiano sportivo portoghese, è riuscito a entrare nello spogliatoio dello United: “C’è odore di sigarette, bottiglie di birra e di brandy sparse sul pavimento. Una Babilonia. Best è naturalmente il più ricercato”.