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Nel settembre del 1962 John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr consegnarono a George Martin, produttore discografico dell’etichetta Parlophone, la prima registrazione di “Please Please Me”, il singolo che poi avrebbe trainato il loro primo e omonimo album in studio (anticipato dal 45 giri Love Me Do/P.S. I Love You). Come molte altre volte, Lennon l’aveva composta mentre viveva a casa di sua zia Mary Elizabeth Stanley, detta “Mimi”. Inizialmente avrebbe dovuto essere molto diversa dalla canzone allegra, trascinante e danzereccia che conosciamo oggi: Lennon aveva composto un arrangiamento più lento e solenne, ispirandosi alle sdolcinate ballate del cantautore americano Roy Orbison.
Martin però non era soddisfatto del risultato. Intuì il potenziale del brano e suggerì di accelerarne il tempo, di inserire un riff di armonica e di rafforzare il gioco vocale tra Lennon e McCartney, strutturando le strofe come una specie di botta e risposta molto serrato. Le sue intuizioni funzionarono: “Please Please Me” raggiunse rapidamente il primo posto in classifica nel Regno Unito, e diventò uno dei primi grandi successi dei Beatles. «Eravamo un po’ imbarazzati che avesse trovato una soluzione migliore della nostra», raccontò anni dopo McCartney nel documentario The Beatles Anthology.







