VENEZIA - La vita del mestrino Angelo Dalle Molle, scomparso nel 2001 a quasi 93 anni, è stata divisa in due: la prima parte da imprenditore, la seconda da sognatore. Ma non avrebbe potuto cercare di realizzare i suoi sogni geniali intuizioni, per la verità senza i successi ottenuti, assieme ai fratelli Mario e Amedeo, in campo imprenditoriale, con il Cynar, il Biancosarti, il Vov, e le altre specialità prodotte dal Gruppo da loro creato.

Tanto per capire di che si tratti, basti dire che negli anni Settanta Angelo Dalle Molle si era messo a costruire auto elettriche a villa Barbariga, a San Pietro di Stra, e aveva creato una fondazione in Svizzera (che esiste ancora e porta il suo nome) per realizzare un software in grado di tradurre in tempo reale da una lingua all'altra il dialogo tra le persone. Oggi si chiama Google Translate, ma mezzo secolo fa non era nemmeno concepibile. «Era cinquant'anni avanti commenta oggi suo nipote Antonio ma queste idee sono state pensate in un momento in cui la tecnologia non era al livello attuale».

La conseguenza è stata che né le auto elettriche, né i computer in grado di tradurre in diretta, si sono affermati negli anni Settanta, ma lo stanno facendo soltanto ai giorni nostri. Di questo personaggio eclettico, un autentico genio erede della creatività di certi personaggi dell'Italia rinascimentale, parliamo con il nipote Antonio, 76 anni, figlio del fratello Mario, che ci tiene a mettere in chiaro alcuni punti. «È stato scritto che mio zio ha inventato il Cynar, ma è solo parzialmente vero. Il Cynar è stato frutto di un lavoro di squadra, di progetti, iniziative, massicci investimenti, studi e test aziendali durati alcuni anni, da parte di un gruppo capitanato dai fratelli Dalle Molle, assieme ai loro collaboratori, fino al lancio nel 1950. L'idea di mio zio quella di creare un prodotto salutare alla portata di tutte le classi sociali: doveva pertanto costare poco e fare bene alla salute. Si pensò quindi di creare un prodotto che sfruttasse le proprietà del carciofo».