Una grande mostra al V&A di Londra celebra Elsa Schiaparelli e il suo legame con l’arte. “È come se io e lei fossimo sposati da tanti anni”, dice il texano oggi alla guida della maison. “Però disegno senza nostalgia”

di Serena Tibaldi

4 minuti di lettura

“Elsa e io siamo come una coppia sposata da tanti anni. Magari non andiamo d’accordo su tutto, ma tra noi c’è una tale complicità che ci completiamo a vicenda. Come quella canzone, It Had to Be You: tra noi era destino”. Chi parla è Daniel Roseberry, 41 anni, texano trapiantato a Parigi. La Elsa a cui si riferisce è Elsa Schiaparelli, creatrice di moda tra le più riconoscibili e ammirate di sempre: la surrealista, l’amica di Dalí, l’eccentrica, la rivale della minimalista Coco Chanel, che infatti la odiava. Una che ha fatto la storia del costume, e a cui dal prossimo 28 marzo il Victoria and Albert South Kensington Museum di Londra dedica una mostra, Schiaparelli: Fashion Becomes Art, esponendo i suoi abiti accanto alle opere degli artisti contemporanei. E alle creazioni di Roseberry, che dal 2019 guida la maison alternando esagerazioni immaginifiche, rigore monastico – d’altronde, è figlio di un predicatore anglicano – accessori memorabili e abiti da tappeto rosso virali. Tipo il vestito con la testa di leone in pelouche indossato da Kylie Jenner che scatenò le incomprensibili ire degli animalisti, l’abito rosso e nero con la spilla a forma di colomba di Lady Gaga per l’insediamento di Joe Biden nel 2021 e lo smoking-corsetto che Bad Bunny ha scelto ai recenti Grammy. E persino la parure che riproduce i gioielli rubati al Louvre, messa da Teyana Taylor alla sfilata d’alta moda di gennaio. Ha deciso di rifarli la mattina stessa del furto, dice con il sorriso di chi sa di provocare.