C’è il fondente classico, il latte ad alta percentuale, il gianduiotto, il ripieno al gin e perfino un cioccolato con un affinamento coraggioso: la Tavoletta d’Oro 2026 restituisce un panorama molto articolato della produzione italiana, in cui convivono lavorazioni tradizionali, ricerca sulle materie prime e una crescente attenzione alle declinazioni più specifiche del cacao. Il premio promosso da Compagnia del Cioccolato, assegnato quest’anno a Maglie durante la manifestazione I Cioccolati del Mediterraneo, introduce anche una novità nel sistema di valutazione: accanto al Gold compaiono Silver e Bronze, assegnati nelle 14 categorie dopo la selezione di oltre 1.200 prodotti da parte di 110 Chocolat Taster.
L’ABBINAMENTO
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Secondo Gilberto Mora, presidente nazionale di Compagnia del Cioccolato, una delle indicazioni più evidenti emerse da questa edizione riguarda il latte: “Abbiamo riscontrato un maggiore utilizzo dei cacao monorigine anche nella produzione dei cioccolati al latte e in particolar modo nei latti ad alta percentuale di cacao. Qui il livello si è molto elevato”. Più contenuta, invece, la presenza dei latti tradizionali, mentre nei fondenti da ricetta, osserva ancora Mora, il quadro resta stabile, ma è da sottolineare, in fase di selezione “l’ampia infine la presenza di creme spalmabili, spesso senza zucchero e con cacao monorigine”.






