«Una norma a totale discapito della collettività». È netto il giudizio della procuratrice regionale della Corte dei conti, Fernanda Fraioli, sulla riforma della magistratura contabile, contenuta nella legge 1/2026 in vigore dal 22 gennaio di quest’anno. Il punto più critico, spiega, riguarda il nuovo limite al risarcimento del danno erariale: anche in caso di condanna per colpa grave «l’ammontare non potrà essere determinato in una percentuale superiore al 30%». Significa che «se il danno è pari a 100, il restante 70% resterà sulle spalle della collettività». Lo ha detto stamattina nell’aula udienze della Corte dei conti in piazza Castello a Torino, durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 della magistratura contabile piemontese.

"Una riforma a discapito dei cittadini": il j'accuse all'anno giudiziario della Corte dei Conti

Un duro colpo alla «funzione deterrente»

Un appuntamento nel corso del quale il presidente della Sezione giurisdizionale per il Piemonte, Marco Pieroni, ha presentato la relazione sull’attività svolta nel 2025. Sono intervenuti, oltre alla procuratrice Fraioli, anche il presidente della Sezione regionale di controllo Antonio Attanasio, mentre ha presenziato il presidente aggiunto della stessa sezione, Acheropita Mondera. Secondo la procuratrice, la riforma rischia di «minare eccessivamente la funzione deterrente della responsabilità amministrativa». Fra le altre criticità segnalate figura l’obbligo di copertura assicurativa per i funzionari pubblici, che secondo Fraioli «manderà assolutamente indenne da qualsivoglia rifusione del danno causato il suo reale autore». Dubbi anche sulle possibili conseguenze per i fondi europei: «Le risorse del Pnrr sono finanziamenti erogati nella loro totalità», ma in caso di irregolarità «lo Stato sarà chiamato a restituirli all’Europa nella misura del 100%».