Ecco i contenuti essenziali della riforma del danno erariale e della Corte dei Conti, approvato in via definitiva dal Senato.
DANNO ERARIALE: può essere richiesto oltre che per gli atti commessi con dolo dal pubblico ufficiale, anche in caso di colpa grave, che però viene definita in modo restrittivo: vi deve essere "la violazione manifesta delle norme di diritto applicabili", oppure "il travisamento del fatto", o "l'affermazione o la negazione di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti".
Nella colpa grave non rientrano più gli atti compiuti con grave negligenza.
SCONTO: In caso di condanna al risarcimento del danno erariale, l'importo non sarà superiore al 30% del pregiudizio accertato e, comunque, non superiore al doppio della retribuzione lorda annuale del pubblico ufficiale condannato.
SOSPENSIONE: "nei casi più gravi" di accertamento della responsabilità amministrativa, il giudice contabile può disporre a carico del funzionario condannato la sospensione dalla gestione di risorse pubbliche per un periodo tra sei mesi e tre anni.













