(di Emiliano Dal Toso)
Un racconto teatrale trasformato in evento televisivo per indagare una delle figure più controverse e decisive della politica contemporanea.
Si intitola "Io, Vladimir - Stefano Massini racconta Putin" lo speciale con cui il drammaturgo e narratore porta sul piccolo schermo una lunga narrazione dedicata alla vita di Vladimir Putin.
L'appuntamento è per mercoledì 11 marzo in prima serata su Nove, disponibile anche in streaming su Discovery+. Lo spettacolo, diretto da Fabio Calvi e accompagnato dalle musiche originali di Luca Baldini eseguite dal vivo, prende la forma di una sorta di autobiografia immaginaria del leader russo. Massini ricostruisce il percorso umano e politico di Putin a partire dall'infanzia nella Leningrado del dopoguerra, segnata da povertà e violenza, fino alla conquista del potere al Cremlino.
"Quello che accade in Russia è parte di tutti noi", spiega Massini. "È la storia di una zona d'ombra che nasce dopo la caduta del muro di Berlino e attraversa anni di fame, lacrime e sangue". Per l'autore, Putin incarna la continuità di un apparato politico e culturale che non è mai davvero scomparso: "È un uomo dei servizi segreti che ha prestato giuramento di difendere un sistema e continua a difenderlo anche quando quel sistema non esiste più". Nel racconto emerge così la figura di un uomo ossessionato dal controllo, dalla disciplina e dall'idea di forza come strumento di governo. "Lo dice lui stesso: in Russia la libertà è pericolosa", sottolinea Massini, che costruisce il monologo come una lunga immersione nella mente del leader russo. Il progetto nasce anche come riflessione sul potere e sul fascino che esso può esercitare quando si manifesta in forme violente. "Il potere quando diventa arrogante e violento tende sempre a diventare affascinante", osserva Massini. "Nel sinistro c'è sempre un richiamo. Queste figure ci appaiono come la personificazione di quella parte istintiva che normalmente cerchiamo di reprimere".







