L’umanizzazione è riuscita: il presidente russo che confessa in diretta tv di essere innamorato è la bestia che si trasforma in uomo, è il cane Pallino su cui Michail Bulgakov s’inventa di far trapiantare dal dottor Bormental i testicoli e l’ipofisi di un uomo morto: il randagio viene ribattezzato Poligraf Poligrafovich Pallinov, cammina su due zampe, perde il pelo e poi la coda, inizia a parlare. «Sì, sono innamorato», ha risposto Vladimir Putin alla domanda di una giornalista nel corso della trasmissione “Bilancio dell’anno”, un format che combina la conferenza stampa dello Zar con una sessione di domande e risposte in diretta, uno spettacolo di oltre quattro ore e mezza per rispondere a una accuratissima selezione delle tre milioni di domande raccolte nel giro di due settimane dall’ufficio stampa guidato dal portavoce Dmitry Peskov.

«Sì, il mio amore è ricambiato», è la seconda risposta data alla giornalista, evidentemente impensierita per la serenità sentimentale che la ginnasta Alina Kabaeva offre al capo del Cremlino. Il quale, con un sorriso, ha poi preferito chiudere la porta di casa: «Va tutto bene, non preoccupatevi».

Alle spalle di Putin, seduto alla scrivania, la versione russa della storia non lascia spazio a interpretazioni: una grande cartina della Federazione comprende all’interno dei suoi confini la Crimea e tutte le quattro regioni che Mosca rivendica senza controllarle completamente (Kherson, Zaporizhia, Donetsk e Luhansk). Lui è la star dello show. Il microfono a un certo punto arriva a Kirill Bozhanov, giornalista di una tv di Ekaterinburg: è elegante come non sanno esserlo i russi e tra le mani tiene un cartello, “Voglio sposarmi”, c’è scritto sopra a una sfilza di cuoricini.