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Dubai, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait si confermano snodi centrali per le esportazioni del Belpaese. In gioco c’è una quota rilevante delle vendite verso un’area diventata sempre più strategica per le imprese

Il Medio Oriente resta una delle direttrici più rilevanti per il Made in Italy, ma il nuovo deterioramento del quadro geopolitico rischia di mettere in difficoltà un’area fondamentale per le imprese esportatrici. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran del 28 febbraio, diverse navi risultano ferme davanti ai porti di Dubai, Doha e Jubail, con possibili ricadute sulla regolarità dei traffici commerciali e sulla tenuta delle forniture. La posta in gioco nello scenario descritto è alta: l’export manifatturiero italiano esposto ai rischi del conflitto, secondo un’analisi di Confartigianato, vale 27,8 miliardi di euro. Una cifra che dà la misura di quanto l’instabilità dell’area possa riflettersi su crescita, investimenti e strategie industriali.