Due scenari, uno indicibile e uno un po’ meno. Il secondo ha il suo perno in papà Nathan Trevallion perché sì, anche a lui, a fine novembre, il tribunale dei minori ha sospeso la potestà genitoriale, però adesso i servizi sociali abruzzesi lo giudicano positivamente, anzi dicono che i colloqui coi suoi figli sono da implementare dato che, a differenza di Catherine Birmingham, è conciliante e ragionevole: e allora, forse, nel mezzo ci potrebbe essere l’ipotesi di un affidamento esclusivo nei suoi confronti.
Non che questa via sia priva d’intoppi: primo, Nathan e Catherine condividono tutto quanto, tanto per cominciare gli spazi abitativi (sarebbe un po’ ridicolo pensare che i tre bimbi di otto e sette anni possano stare con lui senza che stiano anche con lei); secondo, a queste condizioni dad Nat potrebbe pensare di trasferirsi altrove, cioè lontano dall’Italia (ma anche questa strada è poco percorribile: non ha mai paventato l’idea); terzo, ora, per come la situazione è in stallo e non accenna a sbloccarsi, senza che si intervenga in un modo o nell’altro, questo spostamento all’estero non è fattibile (considerato che i figli sono ospiti di una struttura protetta).
FAMIGLIA NEL BOSCO, IL RETROSCENA SU CATHERINE: "NELLA VIDEOCHAT..."











