Restano ancora molti punti da chiarire nella dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi. Uno di questi riguarda la presenza di due ferite superficiali sulle palpebre superiori che sembrerebbero essere speculari e inferte quando la 26enne era ancora in vita, ovvero prima che ricevesse il colpo mortale alla testa. Secondo quanto si legge in un passaggio della relazione medico-legale stilata nel 2007 dal professor Marco Ballardini, che eseguì l’autopsia, le due lesioni, i cui margini erano netti e misuravano circa 1,6/1,7 cm ciascuna, potrebbero essere state cagionate “con un mezzo dotato di un filo piuttosto tagliente e/o di una punta acuminata che abbia superficialmente strisciato sul tegumento palpebrale”. E ancora, scriveva Ballardini: “Ove non si voglia ipotizzare l’impiego di più strumenti, si deve altresì riconoscere che lo strumento in discussione è stato impiegato in senso non propriamente contusivo, bensì discontinuativo superficiale”.