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Tra le opzioni di Trump anche l'invio della Delta Force per distruggere i siti nucleari e sequestrare i 400 chili di materiale arricchito
Impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare è uno dei principali obiettivi della guerra di Usa e Israele, e Donald Trump starebbe valutando l'invio di forze speciali per prendere il controllo delle scorte di uranio arricchito della Repubblica islamica. Dopo che il presidente ha aperto pubblicamente alla possibilità di inviare "boots on the ground" ("forse", ha risposto ai giornalisti), tra le opzioni al vaglio figura l'impiego di unità d'élite americane, come la Delta Force, addestrate a missioni di neutralizzazione di armi di distruzione di massa.
Finora i due alleati hanno concentrato i raid su marina e missili balistici iraniani, mentre siti nucleari sensibili come quello di Isfahan, dove secondo gli analisti potrebbe esserci uranio sufficiente per diverse bombe atomiche, non sono stati colpiti. Secondo esperti militari e fonti informate, ipotetici piani di incursioni via terra agli impianti nucleari di Teheran esistono da anni e vengono regolarmente aggiornati dal US Central Command. Come riferisce Semafor citando alcune fonti, la Delta Force ha da tempo preparato una missione "anti-Wmd" (armi di distruzione di massa), "il cui compito è quello di intervenire e liberarsi di qualsiasi materiale e centrifuga. Non hanno dovuto farlo molto spesso in passato, se non mai, ma sono esperti. Questa è un'opzione sul tavolo che probabilmente non è stata ampiamente menzionata, ma esiste". E il tycoon in un'intervista a Abc non esclude l'invio di forze speciali per mettere in sicurezza l'uranio: "Tutte le opzioni sono sul tavolo. Tutte", ribadisce. L'Iran è "una tigre di carta - aggiunge - non lo era una settimana fa. Stavano per attaccare, il loro piano era attaccare l'intero Medioriente e conquistarlo". Lo scorso giugno, il comandante in capo ha dichiarato che gli impianti nucleari di Fordo, Natanz e Isfahan erano stati distrutti durante l'operazione Midnight Hammer, ma le strutture, e le capacità di Teheran, sono ora oggetto di rinnovata attenzione.






