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9 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:55

Minuto 94’ della sfida scudetto. Una palla che vaga in area di rigore. Un braccio che si allarga in maniera incongrua rispetto al corpo. Il tocco netto, magari ininfluente per l’azione, ma impossibile da non vedere al Var. Insomma, l’occasione ideale per la Marotta League di indirizzare il derby di Milano e l’intero campionato, in questo caso senza nemmeno destare troppi sospetti visto che nessuno avrebbe potuto dire nulla contro l’eventuale rigore. Solo che la Marotta League, semplicemente, non esiste. O quantomeno sta perdendo colpi.

L’epilogo concitato di Milan-Inter, con i nerazzurri che si sentono penalizzati dalla scelta di Doveri &C. (peggio di lui, il Var Abisso), smonta una volta per tutte l’assurdo teorema del gran burattinaio Marotta. Talmente potente da aver già perso l’anno scorso uno scudetto all’ultima giornata per un paio d’episodi controversi (curiosamente, il famoso penalty fischiato a Bisseck in Inter–Lazio somiglia tanto al mani di Ricci), e oggi da rimettere in discussone più o meno allo stesso modo un campionato già vinto. Cose che non succedevano neanche per sbaglio ai tempi d’oro di Calciopoli.