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Un taglio dei prelievi imporrebbe l'uso della leva fiscale. Con il Brent a 120 dollari l'extragettito Iva a 2,6 miliardi

Se il prezzo del petrolio continuerà a restare elevato, il governo valuterà "il meccanismo delle accise mobili, che consente di utilizzare la maggiore Iva" che entra "per calmierare i prezzi". Lo ha confermato ieri sera la premier Giorgia Meloni a Fuori dal coro evidenziando l'attenzione sia alle richieste dell'opposizione che la determinazione a "evitare che la speculazione sfrutti la crisi". Il meccanismo, introdotto per la prima volta nel 2007 e aggiornato dal governo Meloni, è tornato al centro del lavoro dei tecnici del Tesoro in vista del Consiglio dei ministri di domani.

Il principio è relativamente semplice. Quando il prezzo del greggio cresce in modo stabile, aumenta automaticamente anche il gettito Iva perché l'imposta del 22% si applica su una base più alta. In quel caso lo Stato può decidere di rinunciare a quella quota aggiuntiva di entrate e utilizzarla per ridurre l'accisa, la componente fiscale fissa del prezzo dei carburanti. Oggi l'accisa è pari a 0,6726 euro al litro sia per la benzina sia per il gasolio, livello in vigore dal primo gennaio.