Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Cori vari e violenti dedicati all’associazione Pro Vita & Famiglia, presi direttamente dagli Anni Settanta e dagli Anni di Piombo, riadattati per l’occasione

Da anni, ormai, quando le femministe scendono in piazza la loro violenza non è diversa da quella antagonista, anche perché spesso le due aree si sovrappongono. L’antagonismo femminista militante recente, infatti, ha perso il carattere di universalità per trasformarsi in una militanza politica schiacciata sulle posizioni della sinistra radicale. E con questa non condividono solamente l’ideologia ma anche la metodologia. Lo hanno dimostrato anche in questo otto marzo con cori vari tra cui quelli dedicati all’associazione Pro Vita & Famiglia, presi direttamente dagli Anni Settanta e dagli Anni di Piombo, riadattati per l’occasione.

“Le sedi dei Pro Vita si chiudono col fuoco ma coi pro vita dentro sennò è troppo poco. E se un provita muore: champagne. E se non muore: molotov”, si sente scandire al megafono in un video che è stato condiviso proprio dall’associazione, che riprende un manipolo di femministe davanti a una delle sedi. Il coro nasce nella versione “i covi dei fascisti si chiudono col fuoco ma coi fascisti dentro sennò è troppo poco” ed era intonato durante i cortei dai gruppi legati all'area dell'autonomia operaia. Il richiamo al “fuoco” non era solo metaforico ai tempi: fa riferimento a una stagione di scontri feroci in cui l'incendio delle sedi politiche avversarie era una pratica purtroppo frequente. Una pratica che si teme diventi nuovamente abituale se non si arriva a una de-escalation dei toni.