Prossima destinazione Parigi: la mostra Paolo Conte Original a Palazzo Mazzetti di Asti chiuderà i battenti il 6 aprile dopo esser stata prorogata di un mese; ora si prepara a sbarcare nella capitale francese, dove il pittore e il musicista che stanno chiusi sotto il baffo sornione del grande Astigiano – che a 89 anni appena compiuti è tornato in gran forma dopo un periodo un po’così – contano su una devozione senza confini. Si sente in verità già parlare anche di una terza tappa, Londra, dove al Barbican Hall si era tenuta nel 2000 un’esposizione di lavori legati al progetto musicale Razmataz, in concomitanza con due concerti novembrini esauriti nella stessa struttura, che avevano acceso entusiasmi non frequenti tra i londinesi più compassati.

Paolo Conte Original è la mostra più completa che si sia mai tenuta dell’artista, con 143 lavori tutti su carta, che si succedono su eleganti pareti cremisi con un criterio né strettamente tematico né cronologico, e coprono quasi settant’anni di vita, a partire dal 1957 quando lui aveva solo vent’anni, in un afflato intimo e personale che sarà poco a poco svelato agli appassionati sull’onda del fenomeno Razmataz, l’opera più amata dal Maestro: «È un vecchio sogno che coltivo da 30 anni, figlio dei miei vizi capitali che sono la musica e la pittura, e figlio del mio insistente desiderio di mettere il naso nel gusto e nello spirito degli amati anni venti, culla delle avanguardie estetiche del Novecento, là dove qualsiasi idea di’modernità’deve per forza recarsi in adorante pellegrinaggio» scrisse a suo tempo.