Formatasi con Gigi Proietti che per primo ne scoprì le doti comiche naturali Francesca Reggiani è una delle più versatili e longeve protagoniste del panorama comico-teatrale. Il grande pubblico la conosce per programmi televisivi cult come Avanzi (di Serena Dandini) e per le sue imitazioni, ma in generale ha saputo trasformare la parodia in lettura critica della contemporaneità. Come avviene nel nuovo spettacolo "Titoli di testa" - domani sera a Dolo e mercoledì 11 a Portogruaro - che in forma di stand-up alterna monologhi serrati e rapide incursioni in personaggi del mondo dello spettacolo e dell'informazione.
Reggiani, anche in questo lavoro si concentra sull'oggi. È un punto di partenza inevitabile?
«Ho sempre voluto fare l'attrice e mi sono formata con Gigi Proietti, che faceva one-man-show con pezzi comici e brillanti. Ho seguito questa vocazione fin da giovane e in questo percorso si inseriscono le esperienze in televisione con la Dandini. Per noi è sempre stato interessante avere uno sguardo satirico non solo sulla politica, ma sul costume. Diciamo che i miei pezzi sono di stretta attualità».
Si osserva come oggi la realtà superi, per assurdità, la satira?
«Questa cosa si dice da sempre, probabilmente dai tempi di Aristofane. Lo sento da quando ero bambina e accade a chiunque si trovi a raccontare il proprio tempo. In realtà, nonostante il livello raggiunto in ogni fase della storia, c'è effettivamente sempre qualcosa da dire rispetto alla situazione del momento. E ci vuole un occhio particolare per vedere le molte questioni disseminate nel presente».






