Alcuni servizi specialistici ambulatoriali e la dialisi: sono queste le prime attività che si svolgeranno nel nuovo ospedale Monopoli-Fasano a partire dalla tarda primavera. Il percorso per rendere operativa la struttura da 300 posti letto è agli sgoccioli mentre restano da sciogliere i nodi del personale che dovrà aggiungersi alle circa 600 unità — tra medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici, addetti alle pulizie e amministrativi — che saranno trasferite dal San Giacomo di Monopoli.

La scelta su come procedere per arruolare almeno altre 300 persone è politica, perché intreccia la cronica carenza di medici (in particolare di alcune specialità) che affligge la Puglia con la presenza di ospedali circostanti — Putignano, Ostuni, Francavilla — che potrebbero essere in parte depotenziati. Un’eventualità di cui si è discusso più volte nella legislatura targata Michele Emiliano e che dovrà essere valutata dal successore Antonio Decaro, con tutto il carico di proteste e levate di scudi che porterà inevitabilmente con sé. Non è un caso che proprio ieri il consigliere regionale Pd Ubaldo Pagano abbia smentito con un video facebook la possibilità di spostare una parte del personale da Putignano a Monopoli. «Questa ipotesi si riaffaccia periodicamente come un tormentone ma chi la fa non riesce a comprendere che non è scritto da nessuna parte che l’ospedale di Putignano debba chiudere».