Il nuovo piano industriale di Nexi non ha convinto gli investitori, tanto che in una sola seduta di Borsa il titolo ha perso il 16,6% del suo valore. Chi confidava in un rimbalzo delle quotazioni nella giornata successiva è stato deluso: ancora un calo dell’1,3% a 2,785 euro per azione. Considerato che a giugno del 2021 il titolo valeva oltre 18 euro, in meno di cinque anni la caduta delle quotazioni - costante e intervallata solo da mini rimbalzi - è di circa l’80%.

Cosa ha deluso stavolta gli investitori? La perdita di bilancio per 3,4 miliardi nel 2025 dovuta alle svalutazioni dell’avviamento non pare essere la vera causa delle maxi-vendite sul titolo poichè è chiaro a tutti che si tratta di rettifiche contabili one-off e dunque non ripetibili. A caldo, la reazione negativa è stata attribuita soprattutto all’assenza di buy back azionari nell’arco del piano al 2028 e a una generazione di cassa di poco inferiore a quella prevista dal consenso degli analisti. Ma a deludere il mercato, scorrendo i report delle principali banche d’affari, è stata soprattutto la fragile prospettiva di crescita di Nexi nel prossimo biennio rinviando al 2028 una significativa ripresa dell’ebitda (atteso a +5-6% fra tre anni).