Sarà che andiamo sempre tutti di corsa. Sarà che siamo troppo stressati ed esauriti. Sarà l’esigenza di staccare la spina dalla centrifuga della vita moderna, dai social e dall’universo mondo. Sarà per tutto questo che si sta facendo strada una nuova tendenza di viaggio: la “quietcation”, ovvero la vacanza silenziosa, crasi di “quiet” e “vacation”. «Si tratta di una forma di turismo detox ispirato al silenzio, alla lentezza e alla disconnessione per una rigenerazione psicofisica», sintetizzano dalla BIT di Milano.
Sarà questa la tendenza vacanziera delle prossime estati, in un mondo sempre più caratterizzato da guerre, infodemìa digitale, burnout lavorativo, sovraffollamento turistico. Dalla vacanza esperienziale a quella terapeutica: una rivoluzione rispetto ai viaggi imperniati su itinerari, sport e adrenalina, tanto in voga negli ultimi tempi.
La bubble room della piattaforma ViviExperience
Silenzio e assenza di stimoli: è questo il nuovo lusso, insomma. Stelle sì, ma quelle del cielo più che quelle degli hotel: non è un caso che su Skyscanner ed Expedia le richieste di “quietcation” siano aumentate del 50% solo nell’ultimo anno, mentre la domanda di strutture con programmi di digital detox è cresciuta del 23%. Che poi, a pensarci bene, non è che un ritorno all’essenza del concetto di “vacanza”, intesa come vuoto e assenza, più che come esperienza a tutti i costi.







