CAMPO SAN MARTINO (PADOVA) - Alla fine di due giorni di controlli si fa largo un sospetto, che poi è lo stesso sul quale si sta adesso muovendo l’indagine dei carabinieri del Nas di Padova coordinati dalla procura: chi ha messo i pezzi di metallo nel cibo dato ai bambini che frequentano la mensa della scuola primaria Marconi di Campo San Martino, nell’Alta padovana? E perché lo ha fatto?

Due domande che sembrano nascere da un unico (al momento) punto fermo: chi lo ha fatto, lo ha fatto di proposito. E lo ha fatto a scuola. Lo dicono gli accertamenti condotti tra giovedì e venerdì dal Nas e dal Servizio Igiene e Alimenti (Sian) dell’Ulss 6 Euganea, diretto dalla dottoressa Stefania Tessari: tanto a scuola quanto al centro cottura della Camst Coop Srl di San Martino di Lupari non sono emersi errori nei passaggi di produzione e consegna del cibo da parte della ditta con sede a Bologna. Il Nas e il Sian hanno anche verificato i macchinari con i quali vengono confezionati i cibi da portare nelle mense di decine e decine di scuole e aziende, non solo nel Padovano, e nessuno di questi era danneggiato o ha perso pezzi di ferro.

Tutti elementi che verranno messi nero su bianco nel rapporto che arriverà a inizio settimana al quarto piano del palazzo di Giustizia di Padova, rapporto nel quale verrà sottolineato un particolare che potrebbe risultare fondamentale: il pezzo di metallo a forma di uncino trovato mercoledì scorso da una bambina nel suo hamburger è il secondo caso di cibo contaminato in un anno. Il quarto in meno di due anni.