"Giù le mani dai bambini".
È riassunto in cinque parole - impresse su uno striscione - il messaggio che decine di manifestanti hanno voluto lanciare oggi pomeriggio davanti alla casa famiglia dove sono ospitati i tre 'bambini del bosco'. Un appello disperato, accompagnato dalla commozione di chi, da quattro mesi ormai, spera di rivedere unita l'intera famiglia ma che ieri ha visto però infrangere il sogno, davanti alla decisione del Tribunale dei minori dell'Aquila di allontanare mamma Catherine, tra i pianti e gli abbracci dei figli.
Una fiaccolata di protesta per gridare "vergogna" contro chi sta "distruggendo" una famiglia. Basta dolore per i bambini, è disumano", spiega Leonora Carusi, figlia dell'ex ristoratore di Ortona che ha concesso la villetta in comodato gratuito a Nathan Trevallion. "La chiamano casa-famiglia - dice - ma qui non c'è una famiglia, la stanno distruggendo. Si chiamano tutrici dei minori, ma qui i minori non li stanno tutelando, li stanno massacrando. Non è possibile che in un paese considerato civile stiano accadendo queste cose. Bisogna restituire i bambini alla propria famiglia. La casa c'è, l'istruzione c'è, i vaccini pure, quindi, cosa aspettate: riconsegnate i bambini". "Abbiamo parlato con Nathan - le fa eco il papà Armando Carusi -. E' un po' più deluso del solito, si ritrova a dare ancora più conforto a Catherine. Siamo sicuri che ce la faranno".










