NEW DELHI - Giovedì notte gli Stati Uniti hanno concesso all’India una finestra di un mese per ricominciare a comprare greggio russo e supplire alle mancate consegne di petrolio proveniente dal Medio Oriente dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz.

Fatica sprecata. Le raffinerie indiane avevano già ricominciato ad approvvigionarsi da Mosca. Le scorte di greggio e prodotti raffinati di New Delhi non superano i 25 giorni, il che significa che non ci sarebbe o quasi il tempo di far arrivare in porto del greggio che non fosse già a bordo di una petroliera, pronto per essere consegnato al miglior offerente.

Da quando Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, le raffinerie indiane hanno comprato più di 10 milioni di barili di greggio russo, e – a giudicare da quando le petroliere hanno iniziato a far rotta verso il Subcontinente – hanno iniziato a farlo anche prima di ricevere i via libera americano. Gli acquisti potrebbero proseguire anche nei prossimi giorni visto che i 10 milioni di barili diretti verso l’India sono solo una parte dei 15 milioni a bordo di petroliere sparpagliate tra il Mare Arabico e la Baia del Bengala a cui vanno aggiunti altri 7 milioni di barili fermi al largo di Singapore. Senza contare gli ingenti quantitativi in transito nel Mar Mediterraneo e nel Canale di Suez e diretti verso l’Asia.